02/02/2010

Vado Story: S.Angelo in Vado & Santangiolesi

Vado o Sant'Angelo in Vado, affonda le sue radici immortali in queste terre incantate ai piedi degli Appennini Marchigiani, lungo le valli del Metauro da cui attinge la sua stessa vita e quella dei suoi figli natii "Santangiolesi".

 

3220322.jpg

 

Cenni storici di Sant'Angelo in Vado

Sant'Angelo in Vado sorge sulle rovine della antica Tiphernum Mataurense denominazione che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa nelle zone paludose. Lo studio della pianta della Tiphernum, ricostruita in base alle informazioni ottenute con le operazioni di scavo e con le recenti interpretazioni aerofotografie, porta alla constatazione che la città aveva forma quadrata, con i classici cardo e decumano che si incrociavano nella via principale. L'esistenza dell'antico municipio romano è attestata dai molti reperti archeologici ritrovati e oggi conservati nell'Antiquarium della città. Si ritiene che questa, dopo l'avvento del cristianesimo,  fosse sede vescovile.
La lunga guerra tra Bizantini ed Ostrogoti (VI secolo) interessò anche il territorio della Tiphernum Mataurense che subì la totale distruzione. I Longobardi ricostruirono il nuovo abitato sulle rovine della città romana quasi completamente ricoperte dai terreni alluvionali, e lo dedicarono all'arcangelo Michele, di qui il nome di Sant'Angelo. La seconda parte del nome "in Vado" fu aggiunta successivamente e sarebbe da attribuire al fatto che per raggiungere i due tronconi della città adagiata sulle rive del fiume, si dovesse "guadare" il Metauro. Secondo un'altra interpretazione invece la parola è collegata al "guado" una pianta che cresce piuttosto abbondante lungo le rive del fiume e dalla quale, attraverso un opportuno procedimento, si estraeva un inchiostro scuro utilizzato per stampe e la tintura dei tessuti (ora come acquerello).
Sullo scorcio del Medioevo, Sant'Angelo in Vado fu capitale della "Massa Trabaria", provincia forestale dello Stato della Chiesa. Qui si radunava il parlamento della provincia di Massa Trabaria che comprendeva il territorio incluso tra Cagli, Urbino e l'Appennino.


Tre tra gli avvenimenti più importanti:

  • Nel 1636 Papa Urbano VIII elevò Sant'Angelo al rango di "Città" e la promosse a Diocesi.
  • Nel luglio del 1849 di qui passò Giuseppe Garibaldi in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana.
  • Nel 1860-61 viene a far parte del Regno d'Italia.
  • Nel 1976 viene alla luce un Diamante solitario d'innestimabile valore grazie proprio ai suoi molti difetti.

 

 

Luoghi illustri di Sant'Angelo in Vado

 

fagnani.JPG

 

PALAZZO FAGNANI, sec. XVII, dal 1838 Residenza Municipale - Custodisce molti dipinti tra i quali una grande tela di Federico Zuccari. Archivio storico.

 

 

p.mercuri.JPG

PALAZZO MERCURI, sec. XIX - Sala centrale con pitture del settecento su tela alle pareti, attribuite al Ragazzini, soffitto in stile liberty-floreale, opera del Cherubini.
Nei sotterranei è stato recentemente allestito un museo degli "antichi mestieri" vadesi aperta al pubblico ogni giorno secondo l'orario 9.00-12.00 e 15.00-19.00.


grifoni.JPG

PALAZZO GRIFONI (Nardini-Ridarelli), sec. XV-XVI - Fatto erigere dal vadese Matteo Grifoni, capitano d'arme della repubblica di Firenze e della Repubblica di Venezia; la facciata è di Marino di Marco Cedrini, scultore e architetto veneziano (di proprietà privata).

 

 

giudtizia.JPG

PALAZZO DELLA RAGIONE, sec. XIII, già Residenza Municipale (fino al 1838), è ora sede dell'associazione Pro Loco - sono custoditi dipinti di autore ignoto, un affresco, un camino del sec. XVI. La Torre Civica con campana risale al 1580, il palazzo è nominato dai vadesi "el Campanon" .

 

 

!!!.JPG

 

PALAZZO CLAVARI, sec. XV-XVI (di proprietà privata).

(Immagine non disponibile al momento).

 

santinelli.JPG

 

PALAZZO DEI CONTI SANTINELLI, sec. XVI (di proprietà privata).

 

 

zuccari.JPG

 

CASA NATALE DI FEDERICO e TADDEO ZUCCARI (1529-1566), (di proprietà privata).

 

 

albani.JPG

 

PORTA ALBANI (detta "Porta Nova"), sec. XIX.

 

 

biblio0teca.JPG

BIBLIOTECA CIVICA ed EPISTOLARE - EMEROTECA "VINCENZO LANCIARINI"- anche sede dell'ufficio informagiovani.

 

 

!!!.JPG

MONUMENTO A PAPA CLEMENTE XIV, sec. XVIII (Gianvincenzo Ganganelli), cittadino vadese.

(Immagine non disponibile al momento).

 

 

teatro.JPG

 

TEATRO "ZUCCARI", sec. XVII, trasformato negli anni '30 e recentemente restaurato.

 

palazzetto.JPG

 

"PALAZZETTO" SANTINELLI, residenza nobiliare di campagna del sec XVI, attribuita a Gerolamo Genga (di proprietà privata).

 

 

museo.JPG

 

MUSEO CIVICO ANTIQUARIUM con raccolta reperti archeologici romani dell'antica Tiphernum Mataurense.

 

 

s.maria.JPG

CHIESA DI SANTA MARIA DEI SERVI (extra muros), sec. VIV - All'interno sono custoditi dipinti del vadese Francesco Macini (1679-1758), di Raffaelin del Colle (1480-1566) e di altri artisti del secolo XVI. Sono inoltre presenti una Madonna in bronzo di Lorenzo Ghiberti, una cantoria in stucco policromo dipinta da August Albrecht Wallenstein, un organo settecentesco, un coro ligneo di pregevole fattura (artigianato vadese secoli XVII-XVIII).


duomo.JPG

BASILICA CATTEDRALE - DUOMO (Chiesa di San Michele Arcangelo, Patrono della città): di origini remote venne trasformata nei secoli XVI e XVII - sono presenti quadri di Francesco Mancini e dello Schiroli, dipinti attribuiti a Gentile da Fabriano (sec. XV), Claudio Ridolfi (1570?-1644) e Guido Rani (1575-1642); nella cappella della "Madonna del Pianto" (1855) si trovano opere dell'artigianato artistico vadese: coro ligneo (Benedetto Boccioni) e cancellata in ferro battuto (Gaspare Dindi).

 

s.filippo.JPG

 

CHIESA DI SAN FILIPPO, sec. XVI - A pianta ottagonale, con dipinti di Gian Giacomo Pandolfi, Raffaelin del Colle, August Albrecht Wallenstein ed altari di Lorenzo Ghiberti e di Giovanpietro Zuccari (artigiano vadese).

 

 

s.caterina d'alessandria.JPG

 

CHIESA DI SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA (detta " delle bastarde"), sec. XV - Pala d'altare attribuita a Raffaello Schiaminossi (1526-1575 o 1622), stucchi di pregio, coro in noce, organo del 1776.

 

 

s.francesco.JPG

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO, sec. XIV (Interno del sec. XVII) - portale gotico, dipinti dei pittori vadesi Nardini (1512) e di Gian Francesco Guerrieri di Fossombrone, organo del 1802, opera di Bazzani, allievo del Callido.

 

 

s.bernatrdino.JPG

CHIESA DI SAN BERNARDINO, sec. XVI - Tela di Gian Giacomo Pandolfi, organo del Seicento.

(Dio ci salvi... è dove sto io!!!).

 

 

s.chiara.JPG

 

CHIESA DI SANTA CHIARA, ristrutturata nel sec. XVIII - Dipinto di Gian Giacomo Pandolfi (1570-1640), terre cotte robbiane.

 

 

s.caterina.JPG

 

CHIESA DI SANTA CATERINA, ristrutturata nel sec. XVIII - portale rinascimentale.

 

 


 

Personaggi illustri di Sant'Angelo in Vado

Taddeo.JPG

Taddeo Zuccari (1529 - 1566), pittore. Allievo del padre Ottaviano e di Pompeo Morganti di Fano  si recò quattordicenne a Roma dove, dopo faticosi esordi, si fece strada decorando diverse facciate esterne di palazzi.decorò la Cappella Mattei nella chiesa della Consolazione sotto il Campidoglio dietro commissione di Giacomo Mattei; iniziò le decorazioni nella Cappella Frangipane a San Marcello al Corso; lavorò nel Duomo di Orvieto, decorò l'appartamento di Pio IV, la sala Regia in Vaticano, etc. Ricevette la prestigiosa committenza per la decorazione della Villa del cardinale Alessandro Farnese a Caprarola ove impiantò una attiva bottega: gran parte delle commissioni che non portò a termine causa l'improvvisa morte furono ultimate dal fratello Federico.


federico.JPG

Federico Zuccari (1539 -1609), pittore e trattatista. Si formò a Roma presso la bottega del fratello Taddeo di cui fu il naturale erede culturale. Pittore e teorico d'arte, viaggiò per buona parte d'Italia e d'Europa: dai Paesi Bassi all'Inghilterra, dalla Spagna a tutto il Nord Italia, richiestissimo dalla committenza, produsse molto: nella chiesa di Santa Maria dell'Orto a Trastevere, nella chiesa del Gesù, nella chiesa della Trinità dei Monti, nella cappella dei Duchi di Urbino a Loreto, nella decorazione della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, etc. E' molto presente nelle Marche con opere nel paese natale, a Fermo, a Recanati, in Urbino, a Pesaro.

 

fagnani.JPG

Prospero Fagnani (1588 - 1678), canonista. Prospero Boni aggiunse il cognome Fagnani dietro l'adozione dello zio materno Giovan Francesco; studiò a Perugia dove si laureò in "utroque iure"; in quella città pubblicò nel 1611 il trattato Problemata cum methodo. Si trasferì a Roma insegnando Diritto all'Università nel 1910 fu chiamato alla Sacra Congregazione del Concilio come sottosegretario, poi come segretario sostituendo lo zio; nel 1632 divenne cieco; si adoperò moltissimo per l'innalzamento di Sant'Angelo in Vado a città con sede vescovile; ricoprì diverse cariche nell'ambiente curiale romano. La sua opera più famosa è il Commentarium ad libros Decretalium; stese su richiesta di Gregorio XV la bolla Aeterni patris Filius pubblicata nel 1621, riguardante l'ordinamento giuridico alle elezioni pontificie che durò fino al 1904.

 

mancini.JPG

Francesco Mancini (1679 - 1758), pittore. Allievo di Cignani in Romagna, decorò con tele ed una affresco la biblioteca Classiense a Ravenna e casa Albacini a Forlì; affrescò i Duomo di Foligno. Fu accolto nel 1725 all'Accademia di San Luca a Roma, significativamente rifondata a fine Cinquecento dal conterraneo Federico Zuccari; affrescò la Kafee Haus di Palazzo Colonna; lavorò nella chiesa di San Gregorio al Celio, di Santa Maria Maggiore, a San Pietro, etc. Diverse sono le opere in raccolte private e nelle Marche dove operò a Macerata, nel paese natale, a Fano.

 

mercuri.JPG

Agostino Mercuri (1839 - 1892), musicista. Si diplomò a Napoli nel Collegio Musicale San Pietro Mariani a Maiella in pianoforte, composizione e direzione d'orchestra, fu quindi nominato Maestro di Cappella del duomo vadese. Nel 1873 ottenne la direzione degli spettacoli. del Teatro Comunale di Bologna. Compose più di cento brani di genere sacro, tra cui Pietro il Muratore, Adello , (rappresentato nel 1860 a Rimini), il violino del diavolo; compose l'inno di raffaello che diresse in Urbino nel 1871; a Perugia fondò l'Istituto Musicale "F. Morlacchi"; collaborò alla feste pesaresi in onore di Gioacchino Rossini e fu parte attiva nella fondazione de Liceo Musicale a lui dedicato.

 

lanciarini.JPGVincenzo Lanciarini (1849 - 1917).  Il padre Gaetano orafo era inserito nella forma d'artigianato particolarmente produttiva nella cittadina. Studiò nel vadese Seminario "Barberini", completando gli studi superiori in Urbino; nel 1873 conseguì la laurea in Giurisprudenza a Roma esercitando per un decennio la professione nel paese natale; nel 1885 si trasferì a Roma con la famiglia esercitando presso la Cassazione e la Corte dei Conti. Si dedicò attivamente a studi storici che lo condussero a collaborare con diverse riviste locali ("Rivista urbinate di Scienze, Lettere ed Arti", Nuova Rivista Misena) con argomenti legati a artisti vadesi ( i fratelli Zuccari ed i fratelli Nardini); pubblicò poesie e la monumentale opera Tiphernum Mataurense.


io.jpg Luca Amantini (1976 - 2010), artista incompreso, dotato nel campo delle arti miste e delle scienze confuse. Perseguitato fino alla fine dei suoi giorni (che poi ancora devon arrivare) da forze dell'ordine e soprattutto.. dai suoi compaesani. Accusato ingiustamente infinite volte, per tutti quei crimini per cosi dire.. irrisolti. Girovagò in lungo e in largo il mondo, dalla più tenera età, fino a che, stanco e ormai vicino ai 30 anni, torno al paese, dove promise a se stesso ed i suoi più cari defunti, di metter la testa a posto e ricominciare una nuova vita. Si applico nel campo informatico, suscitando da subito scalpore e fervore tra gli appassionati che si vederon in poco tempo, superati in destrezza e bravura, soprannominato cosi: Geek (L'hackero Vadese).

 

 

01/01/2010

Pecca di Sant'Angelo in Vado

Quanto mi spiace questa cosa, ma...

Vedete, io amo tantissimo il mio paese, tutto di lu ad eccezione di una cosa, la gente e questo perchè la maggior parte di essa, con pochissime eccezioni, è davvero perfida e tanto cattiva da farmi spesso vergognare di esservi nato e ivi residente. Da farmi rinnegare le mie origini spesso.

Oltre tutto ciò è di normale arbitrio qui, calugnare il prossimo, persino gli amici "se questa parola ha mai avuto un significato in questo luogo". Il guaio è che questa cosa non tocca tanto le generazioni passate quanto più quelle nuove ed è questo il terrore più grande al quale tutti si stanno avvicendando e facendo l'abitudine. Ci si frega l'un con l'altro, non esiste altruismo se non individuale, ognuno a modo suo e come lo intende.

Si fregan le donne agli altri, si fa la spia di amici o persino famigliari che sian figli, fratelli, genitori o parenti. Si truffa il vicino o compagno e tutti cercan di fregare tutti, cercando di accaparrarsi quanto più posson, bramando sempre "l'erba del vicino". Mai nessuno che si faccia gli affari suoi ma anzi come paparazzi spiano e curiosano in cerca di cattiverie da allargare nei propri racconti, onde metter in cattiva luce il prossimo, chi che sia. Oggi amico, domani nemico sicuro. Odian tutti, forestieri e compaesani. Aleggia cattiveria allo stato puro, tanto che diventa quasi percettibile nell'aria, intrinseca di male e fetore. Fetore provocato proprio dal continuo smalignare, dall'invidia, dall'ostilità, dalla cattiveria, dall'egoismo, dall'odio o in alcuni casi, quando va meglio... dall'indifferenza, ma solo in caso vi fosse bisogno di aiuto da parte di qualcuno, dato che solo in tal occasione vi sarebbe indifferenza o per meglio definirla, omissione di soccorso. Qui non avrai mai aiuto, ma tradimento sicuro e proprio da chi ti sta accanto. Coloro che ti porgon una mano è per poi ritirarla quando sicuri che precipiterai e farai una brutta fine, oppure per spingerti giù.

1fedcb1da49f2e26c0ca86c648e7f8d2.jpg